CIPA-AT
GROSSETO - .::.
Progetto SHEEP .::.
..CONTESTO..
Titolo :
L'alimentazione degli ovini per le
produzioni di qualità Misura : D1 - Matricola :
GR20040440
L’agricoltura e la
zootecnia grossetana si caratterizzano sul versante occupazionale per
avere un peso dei lavoratori nel settore mediamente triplo rispetto a
quello registrato in Toscana e, se negli ultimi anni si è andata
consolidando una diminuzione sia dei lavoratori attivi che dei posti
di lavoro, essa è comunque stata minore rispetto alla media regionale.
Altro segnale indicativo dello stato di salute del settore è
l’andamento del valore aggiunto, passato da una forte diminuzione
verificatasi tra la fine degli anni ottanta ed i primi del novanta ad
un forte incremento a partire dall’anno 1999, in linea con quello
regionale. Tuttavia, al fine di una migliore motivazione del nostro
progetto, finalizzato soprattutto alla ricerca di un forte legame tra
andamento positivo dello sviluppo rurale e possibilità concrete di
occupazione, introduciamo di seguito alcune considerazioni relative
alla sempre più impellente richiesta di qualità dei prodotti
realizzata dai sistemi trasformativi e distributivi. Tale tendenza,
collegata a quella della tracciabilità di filiera comune a tutti i
prodotti agro alimentari, stanno portando le aziende agricole e quindi
anche gli allevamenti a ripensare completamente le loro metodiche di
produzione. La capacità di controllare l’alimentazione, sia come
formulazione della razione alimentare, che come igiene e conservazione
degli alimenti, portano le aziende a riconsiderare molte delle
procedure sino ad ora adottate per andare verso nuovi modi di
approccio al problema, più sistematici e che in definitiva consentano
un pieno controllo di tutte le variabili in gioco nell’alimentazione
del bestiame e più in generale dell’intero allevamento.
In conclusione, le
richiesta di una professionalizzazione in questo campo da parte degli
allevatori, come dimostrano le adesioni all’iniziativa, ci fanno
capire che il settore dell’allevamento ovino sta subendo una radicale
ristrutturazione e cerca di far fronte a quelle problematiche (BSE,
Blue tongue, ritardo nella tipicizzazione delle produzioni, ecc.)
venutesi a creare nel comparto negli ultimi anni. Il rilancio di
questo settore non può quindi prescindere, a nostro avviso, da un
attento e mirato piano di riqualificazione degli operatori a partire
dalla creazione di nuove professionalità addette al controllo dei
sistemi di qualità negli allevamenti, con particolare riguardo alle
problematiche relative all’alimentazione.
L’analisi dei bisogni formativi è
stata compiuta dagli esperti della Confederazione Italiana Agricoltori
di Grosseto insieme agli esperti messi a disposizione
dall’Associazione Toscana Produttori Zootecnici.
Inoltre, attraverso i colloqui con i
responsabili dei soggetti sostenitori è stata tracciata la figura
professionale che dovrà emergere dal percorso formativo e dovrà avere
le competenze necessarie per operare nell’ambito zootecnico di
qualità.
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